Strumenti digitali che semplificano l’accesso ai servizi, non che lo complicano.
Lo statuto lo dice esplicitamente: sviluppare attività tecniche, culturali e formative in ambiente web — software dedicati, portali, siti, attività partecipative.
Tre regole che ci diamo
- Pensato per chi non è pratico, non per chi lo è già. Se serve un tutorial, lo strumento è sbagliato.
- Nessun servizio accessibile solo online. Ogni cosa che si può fare da un modulo si deve poter fare anche parlando con qualcuno.
- Codice e dati aperti dove possibile, così che altri possano riusarli invece di rifarli.
Cominciando da questo sito
Nessun tracciamento, nessun cookie di profilazione, nessun servizio esterno che sappia chi ci sta leggendo, e nessun contenuto nascosto a chi ha JavaScript spento. La privacy policy lo spiega per intero, e la dichiarazione di accessibilità dice cosa abbiamo verificato.
Quattro cose che non faremo
Le tecniche qui sotto sono normali quasi ovunque, e su un sito che si occupa di persone fragili sono inaccettabili. Le scriviamo perché un impegno che non si può controllare non è un impegno.
- Nessun bottone progettato per farti sbagliare. Rifiutare costerà sempre lo stesso numero di clic di accettare, e il bottone per dire di no avrà lo stesso colore e la stessa dimensione di quello per dire di sì.
- Nessun conto obbligatorio per leggere qualcosa o per chiedere aiuto. Registrarsi non sarà mai la condizione per essere ascoltati.
- Nessun dato raccolto «perché un giorno potrebbe servire». Si chiede quello che serve adesso, e quando smette di servire si cancella.
- Nessuna intelligenza artificiale che decida su una persona. Può aiutare noi a scrivere o a cercare; non deciderà mai chi ha diritto a cosa, e non risponderà mai al posto di una persona a chi chiede aiuto.
Accessibilità, come misura e non come dichiarazione
Ogni strumento che facciamo punta al livello AA delle WCAG 2.2, e quello che verifichiamo lo scriviamo: contrasti, struttura dei titoli, navigazione da tastiera, funzionamento senza JavaScript, rispetto della preferenza «riduci movimento». Non è una certificazione ed è meglio di una: è un elenco che chiunque può controllare riga per riga.
Se una pagina non ti si legge, segnalacelo: le segnalazioni di accessibilità hanno la precedenza su tutto il resto.
