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Fondazione Zappalà - ETS

Partecipa

Collaborazioni, rete e volontariato: come si entra in contatto con la Fondazione.

5 pagine in questa sezione

La Fondazione non si costruisce da sola. Serve gente che collabori, che proponga, che dia tempo.

Lo statuto prevede convenzioni, collaborazioni e volontariato. Questa sezione dice come si fa a passare dall’idea al fatto.

Alla Fondazione non ci si iscrive

È la prima cosa da sapere, e sorprende quasi tutti. Una fondazione non ha soci: non c’è una quota, non c’è una tessera, non c’è un’assemblea a cui partecipare. Chi la amministra non ne è proprietario, e nessuno può «entrare» nella Fondazione nel senso in cui si entra in un’associazione.

Partecipare vuol dire quindi un’altra cosa: fare qualcosa insieme. Dare tempo come volontario, portare una competenza, firmare un accordo fra enti, proporre un progetto che da soli non riusciremmo a fare.

Di cosa c’è bisogno adesso, in ordine

Non tutto serve allo stesso modo in questo momento. Se hai poco tempo per leggere, questa è la scala onesta:

  1. Uno spazio

    Una stanza raggiungibile, per qualche ora alla settimana, dove si possa parlare senza essere sentiti. È la cosa che manca a tutti gli sportelli previsti dallo statuto, e senza la quale nessuno può aprire.

  2. Persone con una competenza

    Chi sa accogliere chi ha subito violenza, chi conosce le procedure sul sovraindebitamento, chi sa fare orientamento al lavoro. Servono prima dei soldi: con i soldi e senza di loro non si apre niente.

  3. Enti con cui non sovrapporsi

    Chi già lavora su questi temi in zona. Il primo scopo di un accordo non è sommare le forze: è evitare che due enti facciano la stessa cosa a cento metri di distanza.

  4. Un contributo continuativo

    Serve, ed è ultimo per una ragione: senza le tre cose sopra, i soldi non diventano un servizio. Sta in Sostienici.

I modi per partecipare

Collabora con noi

Per enti pubblici e privati, università, istituti di ricerca, fondazioni, associazioni e aziende.


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