Gli sportelli aperti al pubblico: un indirizzo, un orario, una persona che ti aspetta.
Cosa serve perché uno sportello apra
Uno sportello sembra la cosa più semplice da fare e non lo è. Prima che possa aprire servono quattro cose insieme, e finché ne manca una lo sportello non c’è:
- Un luogo raggiungibile, accessibile, e dove si possa parlare senza essere sentiti dalla sala d’aspetto.
- Persone preparate per quel tipo di richiesta. Chi ascolta chi ha subito violenza non fa lo stesso mestiere di chi aiuta con un debito.
- La copertura assicurativa di chi ci lavora, obbligatoria per i volontari (art. 18 del D.Lgs. 117/2017).
- Una rete a cui passare la mano quando la richiesta va oltre quello che possiamo fare. Uno sportello che ascolta e poi non sa dove mandarti ha peggiorato la giornata di chi è entrato.
Perché non ne apriamo uno subito
Perché uno sportello che chiude dopo tre mesi lascia le persone peggio di come le ha trovate: hanno raccontato una cosa difficile a qualcuno che poi non c’era più. Preferiamo aprire tardi e restare.
Quali sono previsti
Lo statuto elenca quindici fra sportelli e centri di ascolto. Sono quelli che la Fondazione può aprire, non quelli che ha aperto: la distinzione è il primo atto di trasparenza, e la teniamo dappertutto sul sito. Si vedono nelle otto aree, ognuno sotto l’area a cui appartiene.
A che punto siamo
Non ci sono ancora sportelli aperti. Quando apriranno, qui troverai indirizzo, giorni, orari e se serve prendere appuntamento.
Intanto, dove siamo
La sede della Fondazione è in Via Laurentina 203 a Roma. Non è uno sportello: non c’è un orario di apertura al pubblico e non c’è qualcuno che riceve senza appuntamento. Per ora il contatto migliore è per iscritto — leggiamo tutto, e rispondiamo.
