La Fondazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione. Qui trovi chi ne fa parte e come raggiungerlo.
Consiglio di Amministrazione
Tutti e tre sono anche soci fondatori.
Organo di controllo
L’articolo 30 del Codice del Terzo settore impone alle fondazioni ETS un organo di controllo, anche monocratico. Il nostro è un Sindaco Unico, nominato dai soci fondatori contestualmente alla costituzione. Poiché è iscritta al Registro dei Revisori Legali, esercita anche la revisione legale dei conti ai sensi del D.Lgs. 39/2010.
Dottoressa Maria Cristina Cordone
Dottore commercialista e revisore legale
Sindaco Unico · Organo di controllo monocratico
- Iscrizione ODCEC Roma
- n. AA_010479
- Registro Revisori Legali (MEF)
- n. 161800
- In carica dal
- 27 maggio 2026
- Fino all’approvazione del
- bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2028
- Base normativa
- Art. 30, commi 1 e 5, D.Lgs. 117/2017 — art. 6 dello Statuto
Pubblichiamo nome, carica e numeri d’albo perché sono i dati che rendono verificabile un incarico di controllo. Non pubblichiamo codici fiscali, date di nascita né recapiti privati: non servono a nessuno per verificare, e non sono nostri da diffondere.
Cosa decide il Consiglio
- Le attività diverse da quelle di interesse generale, che l’articolo 6 del Codice del Terzo settore consente solo se secondarie e strumentali: le individua il Consiglio con propria delibera.
- Il trasferimento della sede legale all’interno di Roma, che non comporta modifica dello statuto.
- Le convenzioni e gli accordi di collaborazione con enti pubblici e privati.
Gli organi che devono esserci
Lo statuto prevede, oltre al Consiglio, un Revisore dei conti e un Organo di controllo. Non è una scelta di stile: per le fondazioni del Terzo settore l’organo di controllo è sempre obbligatorio (art. 30 del D.Lgs. 117/2017), mentre per le associazioni scatta solo oltre certe soglie di bilancio.
Il motivo di quella differenza riguarda proprio la situazione di questa pagina: in un’associazione ci sono i soci che possono chiedere conto agli amministratori, in una fondazione non c’è nessuno. Il controllo, allora, la legge lo mette dentro l’ente, e ne pubblica il nome: è la Dott.ssa Cordone, qui sopra.
Una cosa che è giusto notare da soli
Tre consiglieri su tre sono fondatori, e due hanno lo stesso cognome
È una struttura frequente nelle fondazioni appena nate — qualcuno deve pur cominciare — ed è anche la struttura in cui è più facile che i controlli diventino formali. Preferiamo scriverlo noi che lasciarlo notare a qualcun altro.
Quello che la tiene onesta non è la buona volontà, sono quattro vincoli che non dipendono da chi siede al tavolo: l’organo di controllo obbligatorio, il divieto assoluto di distribuire utili anche in forma indiretta (art. 8), il deposito annuale del bilancio al RUNTS dove chiunque lo può leggere, e i compensi a zero. Il primo che venisse meno si vedrebbe dal bilancio.
Come si decide
- Collegialmente. Il Consiglio decide come organo, non come somma di persone: le decisioni si prendono in seduta e si mettono a verbale.
- Chi ha un interesse personale in una decisione si astiene. Vale per gli affidamenti, per le collaborazioni e per qualunque rapporto economico che riguardi un consigliere o un suo familiare.
- Quello che ha effetti verso l’esterno finisce nel bilancio, e il bilancio è depositato al RUNTS: le decisioni importanti diventano verificabili anche da chi non c’era.
Nessun compenso agli amministratori
È una scelta che riguarda direttamente chi dona: le risorse raccolte vanno alle attività. Quando pubblicheremo i bilanci, il dato sarà verificabile riga per riga.

