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Trasparenza

Bilancio sociale

Cosa abbiamo fatto e con quali risultati, oltre ai numeri contabili.

Aggiornato il 11 settembre 2026

Il bilancio racconta i soldi. Il bilancio sociale racconta cosa è cambiato per le persone — che è la ragione per cui i soldi sono stati spesi.

Chi è obbligato a farlo, e chi lo fa lo stesso

L’articolo 14 del Codice del Terzo settore rende il bilancio sociale obbligatorio per gli enti con entrate superiori a un milione di euro. Sotto quella soglia è volontario.

La Fondazione è ampiamente sotto, e lo pubblicherà lo stesso. Non per zelo: perché un ente che si occupa di persone e non racconta cosa è successo alle persone sta rendicontando la metà meno interessante del proprio lavoro.

Le linee guida che seguiremo

Esiste un modo stabilito di scriverlo: le linee guida adottate con decreto del Ministero del Lavoro del 4 luglio 2019. Chiedono, fra le altre cose, di dichiarare la metodologia usata, di dare conto degli stakeholder, e di non presentare solo i risultati riusciti.

La parte che conta di più è l’ultima. Un bilancio sociale in cui è andato tutto bene non è un bilancio sociale: è un opuscolo.

Cosa ci metteremo

  • Quante persone si sono rivolte a noi, e quante hanno trovato una risposta. I due numeri non coincidono mai, e la differenza è la cosa più utile da leggere.
  • Cosa è cambiato, con il periodo a cui si riferisce e la fonte da cui viene. Nessun numero senza queste due cose.
  • Quello che non ha funzionato, e cosa abbiamo cambiato di conseguenza.
  • Chi ha lavorato: volontari, professionisti, enti partner.

Nessuna storia riconoscibile

Non pubblicheremo storie individuali da cui si possa risalire a una persona, nemmeno cambiando il nome, e non pubblicheremo fotografie di chi si rivolge a noi. Un risultato raccontato a spese della riservatezza di qualcuno non è un risultato. Vedi l’informativa per chi ci scrive.

Quando

Il primo bilancio sociale accompagnerà il primo bilancio di esercizio, quindi entro il 30 giugno 2027 per l’anno 2026. Sarà pubblicato qui e depositato al RUNTS.

C’è una cosa che pubblicheremo prima, se e quando scatterà l’obbligo: gli enti con entrate sopra i 100.000 euro devono pubblicare annualmente sul proprio sito i compensi attribuiti ad amministratori e dirigenti (art. 14, comma 2). Oggi i compensi sono zero e la soglia è lontana, ma la regola vale da sé, non da quando fa comodo.

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