Il tempo è la risorsa più difficile da trovare. Se ne hai un po’ e vuoi metterlo qui, scrivici.
Cosa serve davvero
- Ascoltare. Ci vuole formazione, ma prima ci vuole la disposizione.
- Accompagnare. Andare con qualcuno a uno sportello, aiutarlo con una pratica.
- Insegnare. Doposcuola, italiano, uso del computer e dello SPID.
- Competenze professionali. Legali, contabili, psicologiche, informatiche.
- Organizzare. Chi tiene insieme le cose vale quanto chi le fa.
Cosa chiediamo
- Continuità, più che quantità: due ore ogni settimana valgono più di venti una volta sola.
- Riservatezza su quello che si viene a sapere. È una regola, non una cortesia.
- Disponibilità a formarsi, dove il ruolo lo richiede.
Cosa diamo
- Formazione, affiancamento e un riferimento a cui rivolgersi.
- Copertura assicurativa, come impone l’articolo 18 del Codice del Terzo settore.
- Iscrizione nel Registro dei volontari per chi presta attività non occasionale, come impone l’articolo 17.
- Rimborso delle spese documentate.
Una regola di legge da conoscere prima
Essere volontario della Fondazione è incompatibile con qualsiasi rapporto di lavoro retribuito con la Fondazione stessa — subordinato, autonomo o di qualunque altra forma. Lo dice l’articolo 17 del Codice del Terzo settore e lo ripete il nostro statuto. Non è un cavillo: serve a tenere separato il dono dal contratto.
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È il canale unico, per ora. Leggiamo tutto e rispondiamo.
